sabato 18 ottobre 2014

FAVOLE CON MORALE " SMILE LO STOLTO "

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, Favole con morale, storie con morale, racconti con morale, Smile lo stolto, 

C'era una volta un Re buono, ormai molto vecchio. Egli decise che era giunta l'ora di avere un erede che gli succedesse nella guida del grande regno di Smailandia nel momento in cui fosse morto.



racconti con moraleQualche anno più tardi il piccolo Smile,  già rotolava per i lunghi corridoi del castello urlando a squarciagola fra servi e serve del Re.



Subito l'anziano Re si accorse che in quella piccola e rotonda faccina si nascondeva un discolo non da poco, infatti Smile era disobbediente, non voleva mai fare i compiti facendo arrabbiare la sua mamma ma soprattutto era super agitato, non stava fermo un secondo e rotolando per tutta la corte ne combinava sempre una nuova.

Il Re era stufo di questo comportamento, però stremato dalla vecchiaia, non aveva voglia di darsi da fare per correggere il modo di agire sbagliato del figlioletto, quindi incaricò  Giordy l'indovino di corte, del gravoso compito di educare Smile.
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Giordy viveva anch'egli a corte, dormiva in una delle cento stanze del castello, tutte le mattine si alzava
all'alba, svegliato dal canto del gallo, e svolgeva le mansioni a lui affidate, ma da oggi, nella lista delle cose da fare, ci sarebbe stata anche l'educazione del Principe.



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Il tempo passava e Smile cresceva, si passava da una primavera fiorita ad un'estate calda, da un autunno piovoso a un inverno freddissimo e puntuale la piccola palla sorridente ne combinava una diversa per ogni stagione, una ne pensava e cento ne faceva.



Durante la Primavera si sedeva sul muretto davanti al ponte levatoio e faceva ogni genere di boccacce alla gente che passava, tutti dicevano: "Guarda quello è il futuro re di Smailandia… che vergogna" Ma a lui sembrava non interessare di tutte le voci che giravano sul suo conto e continuava imperterrito fino a quando, in estate, per il troppo caldo, il traffico di persone sotto le mura del castello diminuiva drasticamente e annoiato ne doveva studiare una nuova
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Ma per quel furbetto inventare una nuova marachella era un gioco da ragazzi d'Estate era solito recarsi, vestito da zombi nel cimitero vicino al castello e, nascondendosi dietro le tombe, spaventava i poveri malcapitati venuti a far visita ai loro defunti.




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Racconti con moraleIn Autunno si appostava ai bordi del viale alberato che portava al castello, si ricopriva con le foglie gialle e arancioni cadute dagli alberi, aspettava i viandanti infreddoliti e balzando fuori da sotto il mucchio li spaventava a morte. I poveretti scappavano a gambe levate e Smile si scompisciava dalle risate sbeffeggiandoli.


Il mondo degli Sturli


racconti filastrocche per bambiniMa la marachella peggiore la combinava d'Inverno, infatti aspettava che il vino fosse pronto e puntualmente, dopo essere sgattaiolato in cantina, assaggiava uno per uno tutti i vini delle botti ubriacandosi senza ritegno.





Nonostante tutti gli avvertimenti di Giordy, la piccola peste continuava a comportarsi male e ogni volta che veniva rimproverata, si difendeva dicendo bugie: "non è colpa mia" "non sono stato io".
racconti filastrocche per bambiniUn giorno mentre camminava nel bosco pensando ad un altro malestro da fare, senti un rumore provenire da poco lontano, si avvicinò piano piano e da dietro il tronco di un grande albero vide Orrenda, la strega cattiva che abitava la foresta. La megera stava preparando una pozione magica per chissà quale sorta di incantesimo: "Un po' di bava di lumacone, un pizzico di polvere di pazzia, mezza ala di pipistrello….."
racconti filastrocche per bambiniSmile penso: "Ma che ingredienti usa? Neanche Pancio, il cuoco di corte, preparerebbe mai una zuppa così nauseabonda"…..
E poi la genialata; esatto..! A Smile venne in mente la cosa più stupida che avrebbe mai potuto pensare e cioè quella di fare uno scherzo alla strega.
Studiò la cosa per un po' e mentre stava usando il cervello per quello che gli riusciva meglio, fare lo stupidino, stranamente si ricordò delle parole che Giordy gli diceva quasi tutti i giorni: " Bravo, continua così, fai gli scherzi alle persone, prendile in giro, ma vedrai che prima o poi tutto questo ti si ritorcerà contro, ricorda bene, CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA".

Le parole dell'indovino occuparono solo per una frazione di secondo i pensieri del ragazzo, che poi riprese subito a studiare lo scherzo che avrebbe di li a poco messo in atto.

Torno velocemente al castello e prese la chitarra del nonno; una volta tornato nel bosco, si avvicinò in modo che la strega potesse udirlo e si sedette su di una roccia intonando una dolce canzone d'amore per la strega.

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"Oh strega mia… che bella sei 
  o strega mia che occhi haiiiii
  o stregaaaaa o stregaaaaaa miiiiaaaaaa!
  profumii saiiiiii profuuuuumiiii saiiiiiiiiiiii!"



L'attenzione di Orrenda venne catturata dai versi dolci e smielati della canzone, la strega in tutta la sua vita non aveva mai incontrato nessuno che si fosse rivolto a lei in codesto modo e con tante parole amabili. Quindi si avvicino al ragazzo e con voce stridula disse: " Veramente mi trovi bella? Veramente mi trovi profumataaaa?" 

Smile prontamente rispose " Certo…. e di sicuro saprai anche cucinare, con quella pentola gigante che usi, chissà che prelibatezze prepari, sei proprio una donna da sposare!"

" Donna da sposare?" disse la strega incredula "Tu credi veramente che io e te……"

Smile ridendo sotto i baffi disse " Certo che si! Quando ti ho visto la tua bellezza mi ha abbagliato e mi sono subito innamorato di te….. Vuoi sposarmi?"
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La povera Orrenda non credeva alle sue orecchie, quella mattina quando era uscita di casa non avrebbe mai pensato che quello sarebbe stato il giorno in cui anche lei avrebbe trovato il vero amore.
Corse velocemente a casa, le parole dolci della canzone ancora
riecheggiavano nella sua mente, forse sarebbe stata finalmente felice e quindi preparò una pozione per ridare al suo corpo il vigore di un tempo, la bevve e ringiovanì di ben 100 anni.





La sera si presento al castello dove Smile le aveva dato appuntamento promettendole una cerimonia da favola con 1000 invitati e una torta gigantesca, ma quando la malcapitata arrivo a corte... non vide nessuno, il cortile della reggia era deserto, niente invitati, nessuna torta, niente orchestra per Orrenda, solo la risata dell'insensibile Smile riecheggiava per tutta la vallata.
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" Ma secondo te, io avrei mai potuto sposare una strega? Addirittura poi una brutta come te? Devo ammettere che con quella pozione che hai bevuto, sembri molto più giovane, ma sempre una stregaccia rimani"

Le parole di Smile lo stolto, perché è così che tutti lo avrebbero chiamato da quel giorno in avanti, provocarono un cambiamento radicale nella mente della megera che realizzò di essere stata presa in giro.
racconti filastrocche per bambiniDapprima un dolore tremendo le aggredì la bocca dello stomaco, poi quel dolore si trasformo in rabbia, una rabbia talmente potente che la strega non riuscì a trattenere e che la trasformò in Spettro una sorta di fantasma malefico pieno di odio.





Spettro avrebbe potuto mangiare Smile in un sol boccone, oppure avrebbe potuto stritolarlo tra le sue grandi e potenti mani, ma nulla di tutto ciò accadde, una punizione ben Più grande sarebbe toccata a Smile lo stolto. Spettro infatti alzando le mani al cielo, pronunciò una formula magica e scaglio contro lo stupido ragazzo una maledizione "Tu, si tu che hai vissuto la tua vita ridendo delle sciagure e degli spaventi altrui, tu che hai sempre preso in giro il prossimo solo per soddisfazione personale, non potrai mai più sorridere, la tua faccia sarà per sempre segnata dalla lacrima."
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Da quel giorno tutti i genitori raccontano ai loro bambini la storia di Smile lo stolto che, a prorpie spese, aveva imparato una lezione molto importante e cioè che CHI E CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO. 









                           Scritta da     





















giovedì 16 ottobre 2014

FAVOLE CON MORALE " LE STREGHE CATTIVE DI SANTE' "


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C'era una volta, un bambino di nome Bibo che purtroppo era nato con un difetto fisico non indifferente, un enorme gobba sul lato destro della schiena.

Bibo abitava a Santè, un paesino abbarbicato sui monti della valle del Vermont e con una piccola

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peculiarità:   ERA INFESTATO DALLE ………







Santè era circondato da mura enormi, alte trenta metri, attaccate alle quali c'erano delle reti che si andavano a congiungere tutte a un unico palo alto cinquanta metri che era stato piantato proprio nel mezzo del paese;

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Questa grande opera di ingegneria era stata realizzata, duecento anni prima, dai vecchi saggi e questo perché, tutti i giorni, dopo l'ultimo rintocco dell'avemaria suonata dal campanile di sasso del paese, dalla vetta del monte Scuro sotto il quale era stato era stato costruito Santè, scendevano le streghe cattive a cavallo delle loro scope e sorvolando il paese gridavano e grugnivano adirate dal non poter  entrare a far danni e a rapire i bambini perché impedite proprio da quella rete che avvolgeva Santè in un potente e meraviglioso abbraccio.






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favole con moraleTutte le sere verso le sei e mezza le mamme si affacciavano sull'uscio delle loro case e chiamavano urlando il nome dei loro piccoli che si trovavano fuori a giocare, si dovevano assicurare, perlomeno, che i bambini si trovassero all'interno delle mura appunto prima che l'ultima nota dell'avemaria fosse suonata dalle campane vecchie e arrugginite di Santè



La pena per essere rimasti fuori dalle mura sarebbe stata quella di incorrere nelle angherie crudeli delle streghe cattive.
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Quel giorno successe l'inimmaginabile, Bibo si trovava al di fuori delle mura del paese e siccome aveva sempre la testa tra le nuvole non si ricordò, né che era tardi  e neppure di quello che la mamma gli diceva ogni giorno " Mi raccomando Bibo, non dimenticarti di rientrare dentro le mura di Santè prima della fine dell'avemaria."


favole con moraleAnche se la donna aveva chiamato Bibo più forte che poteva, non era stata sentita perché la sua casa era proprio dietro il campanile, lontano quindi da dove si trovava il bambino.




Fu così che la povera creatura si ritrovo proprio in mezzo a una decina di streghe che,  prendendolo a bastonate, a furia di calci e sberle lo fecero ruzzolare contro le mura della città dove, devastato dalle botte, tutto livido e tumefatto il povero bimbo perse conoscenza.

Qualche ora dopo, ancora frastornato, Bibo si svegliò, dolorante e si incamminò verso casa dove venne raccolto dai suoi genitori. Il babbo del bambino, lo guardò stupito, poi si volto verso sua moglie e sempre con sguardo incredulo le disse " Guarda cara…….! Non ha più la gobba!" la donna scoppiò in un pianto pieno di felicità, le streghe avevano, si picchiato quasi a morte Bibo, ma gli avevano anche tagliato la gobba, e il piccolo sembrava in buona salute.




favole con moraleLa notizia, come la freccia scoccata dall'arco, volò veloce di bocca in bocca e fece ben presto il giro del piccolo paese fino a quando non giunse alle orecchie di Laerte. Questi era un bambino nato lo stesso anno, lo stesso giorno e alla stessa ora di Bibo e anch'egli aveva una gobba enorme, però sul lato sinistro della schiena.

Quando apprese di quanto successo all'amico Bibo, pensò che anche lui avrebbe potuto vivere senza quell'ingombrante scomoda gobba, sarebbe bastato passare una giornata fuori con le streghe che sicuramente, pena qualche calcio e qualche ceffone, gliela avrebbero tagliata per fare chissà quale pozione magica; "Si si lo sanno tutti che le streghe usano le gobbe dei bambini per i loro incantesimi" pensò fra se e se Laerte  "Anzi queste protuberanze sono anche molto rare e quindi le malefiche megere non se ne faranno scappare una grossa come la mia"

Quindi l'indomani, come da copione, il bambino aspettò che l'avemaria fosse suonata e di proposito resto fuori dalle mura di Santè.






Quando si svegliò dopo aver incontrato le streghe, Laerte si incammino verso casa tutto malandato; Quando arrivò però in prossimità del lago, specchiandosi nell'acqua, ebbe una brutta sorpresa.


favole con moraleIl povero bambino rabbrividì vedendo la propria immagine riflessa nello specchio d'acqua, perché le streghe invece di togliergli la gobba avevano attaccato sulla sua schiena anche quella di Bibo, quindi adesso Laerte ne aveva due una a destra e una a sinistra.

















MORALE DELLA FAVOLA

SPESSO CIO' CHE SEMBRA NON RISULTA POI CIO' CHE IN REALTA' E', QUINDI, PRIMA DI TRARRE DELLE CONCLUSIONI E' MEGLIO PENSARCI DIECI VOLTE.