mercoledì 27 marzo 2013

FAVOLA CON MORALE L'UCCELLINO NELLA CACCA

C'era una volta un uccellino che volava in campagna,
Chickedee Bird Clip Artera una giornata molto fredda e il povero passerotto stava
cercando di raggiungere la propria dimora.
Purtroppo si era allontanato troppo e inoltre la neve caduta, 
aveva fatto diventare il paesaggio così bianco da confondere i sensi del povero volatile.

Dopo ore di volo senza cibo né acqua, il piccolo pennuto cadde a terra infreddolito e sfinito dall'immensa fatica pensò che quella fosse la sua fine. 
Cow Clip ArtD'un tratto una mucca spuntò da dietro ad un albero, passò sul corpo del piccolo senza calpestarlo, alzo la coda e "prrrrroooo"
gli fece una gran bella cagata sopra.

Lo sfortunato uccellino, quindi, si ritrovò disteso a terra, prima infreddolito e moribondo e adesso anche ricoperto da una gran badilata di cacca di mucca. La povera bestiola, però, si rese conto che poi fondamentalmente nella cacca di mucca non si stava così male, infatti gli escrementi caldi avevano rinvigorito a tal punto quel corpicino debilitato dal ghiaccio, che il frugoletto si mise a cantare dalla gioia.
Kitten Clip Art

Ma un gatto che passava poco distante venne attirato dal cinguettio, vide il passero e senza neanche pulirlo lo inghiottì 
in un sol boccone.


MORALE DELLA FAVOLA

1) Non è detto che chi ti ricopre di merda sia un tuo nemico!
2) Non è detto che chi ti tira fuori dalla merda sia un tuo amico!
3) Ma è sicuro che quando sei ricoperto dalla merda, ti conviene tenere la bocca chiusa!

mercoledì 20 marzo 2013

E' STATO IL VENTO

E' stato il vento a buttare giù la canna 
bambino fai la nanna che il babbo vuol dormir.   


E' stato il vento a buttare giù la canna 
bambino fai la nanna che il babbo vuol dormir.

Sì sì ho capito il vecchio è dormire 
appoggio qui il mangiare ritorno lunedì.


Sì sì ho capito il vecchio è dormire 
appoggio qui il mangiare ritorno lunedì.

Meglio esser becchi che patir la fame 
appoggia li il mangiare ritorna lunedì. 



Meglio esser becchi che patir la fame 
appoggia li il mangiare ritorna lunedì.                   















La ninna nanna sopra citata parla di una famiglia toscana degli inizi del 900 composta da padre, madre, figlio e guarda caso anche l'amante.
La donna era solita,  avvisare l'amante della presenza del marito, lasciando una canna fuori dalla finestra. Se era in posizione verticale il marito era in casa, se era in posizione obliqua il marito era a lavorare e quindi lei era sola in casa.
Quella sera però dal forte vento la canna cadde in posizione obliqua mentre il marito era ancora  a letto.
Quando la donna, che ninnava il fanciullo si accorse che l'amante era fuori davanti alla loro porta e stava per entrare cominciò a cantare la famosa ninna nanna.
L'amante capi al volo e da fuori rispose a tono, intonando la seconda strofa della canzoncina.
Ma il marito che aveva sentito e capito tutto rispose per le rime finendo la famosissima filastrocca.

domenica 17 marzo 2013

FAVOLE CON LA MORALE / TINA LA TARTARUGA


Volere è potere, Favole con morale, storie con morale, racconti con morale,  Tina la tartaruga,
C'era una volta una tartaruga di terra, di nome Tina , che come tutti gli anni,

aveva scavato  la sua  tana per andare in letargo. Dopo un lungo inverno, pieno di

freddo, pioggia e neve, era arrivato  il momento di uscire dal letargo. Tina si mise

a scavare sotto la terra con tutte due le zampine fino a che, con pazienza e fatica, riuscì ad arrivare in

superficie.


Quando il suo simpatico musetto sbucò dalla terra polverosa, si trovò davanti un bellissimo spettacolo:

uno stupendo cielo azzurro e un caldo e splendente sole giallo; la primavera era arrivata.

Tina, affamata dopo il digiuno del lungo letargo, gironzolava nel prato alla ricerca di cibo quando

riconobbe l'inconfodile vibrazione che produceva il passo pesante e cadenzato del suo Padrone.

Si voltò e vide che teneva nelle mani una grossa fetta di anguria rossa e succulenta; non resistette e

emise un genmito: "Phohhh!!!" Il padrone la guardo e disse " Eh sì Tina hai capito bene è proprio per

te!" posò l'anguria per terra e se ne andò.

La tartarughina non credeva ai suoi occhi, una fetta di anguria tutta per lei, avrebbe potuto strafogarsi

tutto il pomneriggio.

Divorò tutta la fetta e una volta finita cercò un angolino riscaldato dal timido sole primaverile e si

addormentò.


Purtroppo l'odore dell'anguria aveva attirato anche i passerotti del quartiere e in poco tempo la zona si

era riempita di gatti famelici a caccia di pennuti.


Il più pericoloso dei felini era Leopoldo, il gatto della vicina, che spadroneggiava nel quartiere

grazie alla sua mole imponete e alla sua rinomata crudeltà verso tutti gli animaletti più piccoli di

lui. Era rispettato da tutti i gatti del vicinato che, impauriti, cercavano di non contrariarlo mai e

che quasi sempre, si dileguavano al suo arrivo.

Anche questa volta non fu diversa dalle altre e, quando il testone di Leopoldo fece capolino da sotto

la Jeep parcheggiata in strada, tutti i suoi simili sparirono in un battito di ciglia.


Con aria di suprema importanza si appropinquò verso il recinto di Tina e adocchiò un piccolo

passerotto che era rimasto incastrato con un ala nel filo dela siepe. Si avvicinò e mentre la piccola

creaturina si dimenava dolorante e impaurita, egli pregustava, leccandosi i baffi, il delizioso spuntino

che da li a poco avrebbe riempito il suo stomaco.

Il tentativo frenetico del passerotto di liberarsi, aveva sì attirato l'attenzione di Leopoldo, ma aveva

anche svegliato Tina che da un pò osservava quello che stava accadendo.

Il gatto si avvicinò con passo felpato e si fermò a pochi passi dalla sua preda contraendosi nella

classica posizione dei felini a caccia, ma proprio mentre stava per spiccare il salto decisivo, sentì una

fitta tremenda che dalla coda salì fino alla schiena procurandogli un dolore insopportabile.

Leopoldo scappò inpaurito e dolorante senza neanche capire cosa fosse successo, infatti non si era

accorto che Tina dopo una lunga rincorsa si era scagliata contro di lui mordendogli la coda con le sue

potenti mascelle.


La piccola testuggine liberò l'uccellino e gli diede un po' della sua anguria, il calore prodotto dal

sole piano piano si indeboli, era arrivata la sera e un altro giorno era finito, stava arrivando l'ora di

andare a dormire quindi Tina si avvicinò alla propria tana salutò il passerotto che volò via e sparì

sotto terra.


Quel giorno Tina aveva aggiunto alla propria vita un'esperienza che avrebbe potuto raccontare ai

propri nipotini, era riuscita ad allontanare un animale 10 volte più grosso di lei solamente con la forza

di volontà, il coraggio e la caparbietà, con quella storia avrebbe potuto insegnare loro che....

VOLERE E' POTERE.