giovedì 27 ottobre 2016

FAVOLE CON LA MORALE "AL CONTADINO NON FAR SAPERE……"

C'era una volta un contadino di nome Martino che possedeva una collina piena di Peri, la terra che coltivava però non era molta e di conseguenza il raccolto non abbondante. 

Accanto alla sua proprietà abitava Serme, un pastore padrone di un gregge di pecore da cui tutti gli anni ricavava il latte necessario per fare un formaggio buonissimo conosciuto in tutta la Valle.

Un giorno mentre Serme stava pascolando il gregge, una pecora scappò e saltando la staccionata che divideva la sua proprietà da quella del contadino, si perse tra gli alberi di pere.
Serme, dopo svariati tentativi di richiamare l'animale, si arrese e riportò tutte le percorre nella stalla.

La sera stessa dopo aver mangiato e ben bevuto, raccontò alla moglie quello che era accaduto nel pomeriggio, lamentandosi del fatto che una pecora costa molto e preoccupato di non riuscire più a trovarla si mise a piangere.
La moglie cercò di consolarlo dicendogli che quelle sono cose che capitano a chi lavora, e che se quella mattina lui avesse vagabondato standosene nel letto…..

Non fece in tempo a finire il discorso che sentirono bussare alla porta. Aprirono e si trovarono davanti il contadino con l'animale scomparso.

"Questa deve essere la tua pecora vero?" disse il contadino " L'ho trovata sotto uno dei miei peri che mangiava i frutti caduti perché troppo maturi"

"Esatto" disse il pastore, "Mi è scappata proprio oggi e non sapevo più dove fosse finita, ormai avevo perso le speranze, non sarebbe sicuramente sopravvissuta alla notte, se la sarebbero mangiata di certo i lupi." e lo invitò a entrare in casa.

Intanto che il pastore seduto al tavolo beveva un buon bicchiere di vino, Serme andò in cantina, prese 10 forme le mise in un cesto tornò in cucina e disse: "Amico mio, questa sera quando tornerai a casa prova a mangiare
una fetta di questo formaggio assieme a una delle tue pere e domani quando ci vedremo mi dirai se l'accostamento ti è piaciuto!" Diede la cesta al contadino che felice tornò a casa.

Martino non si fece più sentire, non tornò mai più per dire al pastore se mangiare il formaggio con le pere fosse stato di suo gradimento, girava la voce che il contadino si fosse messo in affari con un ricco magnate della zona, ma Serme seppe poi in seguito, che al contadino era piaciuto così tanto gustare insieme le due cose che, aveva comperato così mai tante pecore e così mai tanti alberi di pere in più di quelli che possedeva già, da fallire perdendo entrambe la attività.

Queste erano state poi comperate dal ricco magnate che portò il cacio sulle tavole di tutta l'aristocrazia di quel tempo, ma visto che
il formaggio era un cibo da poveri, per giustificare come fosse finito sul tavolino della nobiltà, adottò il segreto di Serme, confidatogli dal contadino, 

" Il cacio potrà entrare in casa degli aristocratici solo con opportune strategie per nobilitarlo" 


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MORALE

Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere e per citare Petrarca "Addio l'è sera. Or su vengano la pera, il cascio e 'l vin di Creti"

Il significato di questo proverbio va cercato nel passato quando ancora esisteva una netta distinzione tra le classi sociali, quando il formaggio era ancora considerato un cibo da poveri.

Potrebbe voler dire appunto che l'aristocratico allora possessore delle terre non volesse far sapere al contadino che le coltivava, che cacio e pecorino insieme erano deliziosi, per paura che l'agricoltore ne facesse arrivare di meno sulla sua tavola tenendoselo invece per se. Ma forse il contadino lo sapeva già, visto che formaggio e pere sono due cibi caratteristici della mensa dei poveri di quel tempo.

Un altro significato che è quello che ho voluto farvi arrivare nel racconto è di non far provare a qualcuno qualcosa che non saprebbe gestire o permettersi e anche che, se tutti venissero a conoscenza di un segreto, questo perderebbe la sua esclusività.






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FAVOLE CON LA MORALE "AL CONTADINO NON FAR SAPERE……"" Recensita da BORZANI ALESSIO il 27 OTTOBRE . FAVOLE CON LA MORALE "AL CONTADINO NON FAR SAPERE QUANTO E' BUONO IL FORMAGGIO CON LE PERE" Consigli e dritte, SU FAVOLE CON LA MORALE "AL CONTADINO NON FAR SAPERE……"" Voto: 4,5
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lunedì 24 ottobre 2016

FILASTROCCHE PER BAMBINI "HO DIMENTICATO I MIE 5 ANNI"

filastrocche sui compleanniMentre ero in giardino,
tutt' a un tratto ho capito,
tra un capriccio ed un giochino
che l'età avevo smarrito!



Chiesi dunque alla formica
filastrocche sui compleannise poteva aiutarmi,
in cambio di un po' mollica
se un età poteva darmi.

Lei rispose prontamente, 
dopo essersi voltata,
che "un età" non serve a niente
e di non esser disturbata.

Dissi allora al passerotto,
che cantava su di un ramo:
"hei lo vuoi un bel biscotto
ce l'ho qui nella mia mano."

filastrocche sui compleanniLui curioso, ed affamato 
assai veloce come il vento,
in mano mia era volato
senza perdere più tempo.

Mi guardò e disse poi
che i miei anni non sapeva
ma il biscotto, tu lo sai,
ormai lui lo pretendeva.

filastrocche sui compleanniDopo averlo accontentato
scesi lesto giù in cantina,
dove il babbo addormentato
contava la pecora Peppina.




Lo svegliai con un urlaccio
filastrocche sui compleannilui mi disse: "sei arrabbiato?"
lo strattonai per un braccio
finché non si fu alzato.

A quel punto domandai:
filastrocche sui compleanni"babbo babbo dimmi un po'
ma per caso tu lo sai quanti
anni che io ho?"

Svelto svelto lui rispose:
"certo che lo so bambino
devi rammentare sai,
che sei ancora piccolino
solo 5 anni hai!"




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FILASTROCCHE PER BAMBINI "HO DIMENTICATO I MIE 5 ANNI" Recensita da BORZANI ALESSIO il 24 OTTOBRE . FILASTROCCHE PER BAMBINI SUI COMPLEANNI. I FORGOT MY AGE! NUOVA PAGINA DEL MONDO DEGLI STURLI Consigli e dritte, SU FILASTROCCHE PER BAMBINI "HO DIMENTICATO I MIE 5 ANNI" Voto: 4,5
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domenica 23 ottobre 2016

FAVOLE CON LA MORALE "LO SCULTORE SCONTENTO"

scultoreC'era una volta in un paese turco uno scultore avvilito dalla propria situazione. Egli infatti non amava il proprio lavoro, e neanche la propria condizione sociale.

Un giorno vide un commerciante di pelli e penso fra se e se: " Ah che bello se potessi essere anch'io come lui, potrei guadagnare molti soldi"

Dio, che lo sentì, esaudì il suo desiderio, così l'uomo divenne un commerciante di pellicce, viaggiò per tutto il mondo accumulando una fortuna.


imperatoreUn giorno l'uomo venne invitato da un amico a cena nel palazzo di un Imperatore e dopo aver visto la maestosa dimora, la bella moglie ma soprattutto il gran potere che possedeva quella persona, pensò fra se e se "Ah che bello se potessi essere anch'io imperatore rispettato da tutti, potrei fare quello che voglio quando voglio e non dovrei mai più prendere ordini da nessuno".

Dio, che lo sentì, decise di accontentarlo quindi l'uomo da semplice commerciante di pelli si trovo alla guida di un impero, tutti si inginocchiavano al suo passaggio, si circondò di schiavi che lo servivano a comando, conquistò altri possedimenti facendo terra bruciata intorno a sé.


Un giorno in una giornata afosa, il sole splendeva alto nel cielo e bruciava la pelle dell'imperatore che aveva fatto visita ai suoi guerrieri sul campo, prima della battaglia.
soleIl calore era così intenso che, alzando gli occhi al cielo, pensò fra se e se:  "Ah senti la potenza del sole, che bello se potessi possederla, che bello se io potessi essere il sole"

Ancora una volta Dio lo sentì ed esaudì il suo desiderio, trasformandolo nella stella che da sempre sostiene la vita sul pianeta Terra.

Andò il lungo e in largo, bruciando foreste e facendo evaporare gli oceani fino a quando una nuvola non oscurò la sua luce; lo scultore allora penso:

 "Ah che bello se io potessi essere una nuvola, essa può fermare la luce del sole, che non può nulla al suo cospetto.
nuvola
Dio esaudì anche questa richiesta, così divenuto nuvola, andò in giro allagando i paesi e scagliando fulmini ovunque.


Tutto d'un tratto venne trasportato lontano prima su e poi giù, a destra e a sinistra; si accorse di essere in balia del vento e pensò:" Ahh come sarebbe stupendo essere il vento"

vento
Dio lo accontentò e lo scultore diventò tempesta sradicando case e alberi fino a quando non si trovò davanti un blocco di marmo. 

Il vento soffiò più forte che poteva ma nulla poté difronte alla maestosità del macigno.

"Ah che bello se anche io potessi essere marmo"

marmoDio esausto decise di esaudire l'ultimo desiderio dell'uomo che, divenuto roccia, si fermò, maestoso ed
orgoglioso di esserlo e pensando a quando molto tempo prima era solo uno scultore, vide arrivare da lontano un suo ex collega con in mano gli scalpelli!



MORALE

Non essere scontento della tua condizione, qualunque essa sia, ma se proprio lo sei e vuoi migliorarla, non farlo per ambizione, invidia o per brama di potere, ma per curiosità e voglia di cambiare!

L'ambizione può essere un pregio e migliorare l'uomo ma se dettata dall'invidia può solo che logorarlo fino all'annientamento.


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                                                                                                              FAVOLA RIVISITATA DA












FAVOLE CON LA MORALE "LO SCULTORE SCONTENTO"" Recensita da BORZANI ALESSIO il 23 OTTOBRE . NON CAMBIARE PER AMBIZIONE, INVIDIA O BRAMA DI POTERE, MA SOLO PER IL GUSTO DI MIGLIORARE! Consigli e dritte, SU FAVOLE CON LA MORALE "LO SCULTORE SCONTENTO"" Voto: 4,5
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lunedì 17 ottobre 2016

FAVOLE CON LA MORALE / LO SCORPIONE E LA RANOCCHIA


C'era una volta nel paese degli Sturli una rana di nome Marphy. La ranocchia viveva insieme alle sue sorelle e alla mamma nello stagno della valle.
Un giorno, con lo stomaco che brontolava, uscì di casa andò fino a riva nord, per pescare qualche piccolo pesce da pappare.

Tutto ad un tratto senti una voce provenire da sopra un sasso sulla riva, guardò meglio e vide uno scorpione marrone che la stava chiamando

La rana incuriosita si avvicinò, conosceva gli scorpioni e sapeva che erano animali velenosi, quindi stette a debita distanza. 

" Ciao rana" disse lo scorpione "Mi daresti un passaggio?"

Marphy rispose " E in che modo proponi di fare?"

Lo scorpione rispose " Ti salirò sul dorso e tu nuoterai fino a riva sud, non peso molto, ci riuscirai facilmente"

Marphy lo guardo e disse " Ma ti sembro nata ieri!! Tu sei uno scorpione e sei molto pericoloso mi pungerai non appena abbasserò la guardia"

" Senti rana " disse lo scorpione "Se ti pungerò mentre sono sul tuo dorso è vero che morirai, ma io affogherò quindi non mi conviene farlo"

La rana ci pensò un poco su e poi convenne che ciò che aveva appena detto lo scorpione era logico, quindi lo carico sulla schiena.

Quando furono quasi a metà lago la ranocchia senti una fitta lancinante dietro la testa, proprio alla base del collo…… Lo scorpione l'aveva punta.



Mentre stava morendo, con l'ultimo respiro che aveva in gola disse : "Perchéééé, ora morirai anche tu"

Lo scorpione le rispose:"Lo so, ma sono uno scorpione è la mia natura, non ho saputo resistere"


Gli animali morirono entrambi !







MORALE

Seppur spinti dalle buone intenzioni, molto spesso non riusciamo a fare ciò che ci eravamo promessi, in poche parole seguiamo la nostra natura anche se questa porta a farci o a fare del male!





                                                               Autore non pervenuto

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FAVOLE CON LA MORALE / LO SCORPIONE E LA RANOCCHIA Recensita da BORZANI ALESSIO il 17 OTTOBRE . FAVOLE CON LA MORALE. LO SCORPIONE E LA RANOCCHIA. Consigli e dritte, SU FAVOLE CON LA MORALE / LO SCORPIONE E LA RANOCCHIA Voto: 4,5
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venerdì 7 ottobre 2016

FAVOLE CON MORALE / IO O

Un giorno come un altro, in una classe come un'altra, di un paese qualsiasi, una maestra, dopo aver aspettato che tutti gli alunni si sedessero ai rispettivi posti, si alzò, aprì la propria borsa e dopo aver frugato ben bene tirò fuori una scatola di gessi bianchi.

Dopo aver intimato il silenzio alla classe rumorosa, si diresse verso la lavagna e scrisse:




FAVOLE CON MORALE



Non appena la maestra ebbe finito si girò e vide che gli alunni stavano tutti ridendo per il grossolano errore che la donna aveva fatto.

" Ho scritto la prima persona presente del verbo avere sbagliata apposta!!" disse la maestra

"L'ho fatto per farvi notare che nessuno di voi mi ha detto brava per quelle che ho scritto nel modo giusto, ma tutti mi avete deriso per l'unico errore che ho commesso"

La classe si ammutolì.

"La lezione di oggi è farvi capire che è così che il mondo là fuori vi tratterà, non importa quante cose giuste farete, nessuno o pochi le noteranno, ma saranno in molti invece ad aspettare un vostro errore per criticarvi!

                                                                                                             
      



                                                               Scritta da





  






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FAVOLE CON MORALE / IO O Recensita da BORZANI ALESSIO il 07 OTTOBRE . Nella vita non importa quante cose giuste farete! Consigli e dritte, SU FAVOLE CON MORALE / IO O Voto: 4,5
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